La pace in avorio

Bottega degli Embriachi, inizi sec. XV

Avorio intagliato, legni policromi intarsiati, cm 31×25.

 

La piccola ancona portatile è formata da tre tavolette cuspidate, raffiguranti immagini sacre: al centro la Crocifissione, con il Cristo assistito dalla Vergine e da S. Giovanni, e negli sportelli laterali, richiudibili, S. Bartolomeo, patrono di Busseto e titolare della chiesa, a destra e S. Paolo a sinistra. Soldati con scudi e vessilli affollano la composizione centrale; simmetriche torri angolari fanno da quinte ai santi sui lati. Sotto le figure sono ancora visibili tracce d’iscrizioni a caratteri gotici.

È attribuita alla bottega genovese degli Embriachi, famiglia d’origine genovese poi stabilitasi a Venezia, la cui produzione (cofanetti nuziali e trittici a soggetto sacro, riservati anche alla devozione privata) ebbe singolare fortuna nei secoli XIV e XV.

Oggetti di questo tipo, il cui uso risale al secolo X, costituivano un arredo mobile dell’altare, da porre per la celebrazione e ritirare subito dopo. Il trittico bussetano, invece, è sempre stato utilizzato come oscularium (osculum=bacio) o tabula pacis, presentandolo all’Offertorio della Messa al bacio dei fedeli, in segno di pace.

Da sempre oggetto di grande venerazione, la Pace era utilizzata in special modo nelle liturgie solenni e nelle occasioni ufficiali, come la visita a Busseto di don Ferdinando di Borbone il 24 agosto 1772.

Attualmente si usa solo nella solennità dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre.